mercoledì 1 giugno 2016

Spett. Coscienza

Cara Coscienza, quanto grato ti sono: Sempre lì, a spiegarmi le cose, sempre vigile a farmi notare gli errori, attenta a trascinarmi indietro. Mi aiuti a mettere in secondo piano i miei egoistici interessi, tu che vedi-oltre la mia cecità, tu che mi fai salvare l’ ambiente, la giustizia e l’ equità sociale, tu che mi iniettti il sapere della sostenibilità, trascendendo l’egoismo e la passione materiale, a vantaggio dell’ amore incondizionato a costo di ogni cosa, tu
Mi hai rotto il cazzo!
Mi hai fatto fare cose che non mi sarei sognato,
da quando son nato, travestita da istinto, subcoscente, Dio, cì, chi, amore, diritti umani, ecchissaccheccazzoaltro, sempre lì a dirmi cosa fare, a dettarmi i “sani pensieri”, a controllarmi il comportamento, l'attenzione, attenzione a non ferire nessuno, rispetto per il sentimento degli altri, ama il prossimo tuo.., non infierire su chi ti stà uccidendo, …anzi..:     mi hai spaccato la minkia, facendo solo danni, mi hai esploso i coglioni con le tue menate etiche e la generosità d’ animo;  e ancora me li esploderai. Mi hai fatto impegnare in politica, mi hai fatto lavorare gratis, mi hai fatto non uccidere delle persone che mi odiano, mi hai fatto sacrificare  persone che mi amano, perché a te piaceva, perché a te sembrava giusto ..
Vaffanculo, Puttana. Mi sa che lavori per qualcuno: nessuno di buono. Hai voluto la mia anima, la mia vita e quella dei  miei figli. L’ hai avuta e adesso lasciami in pace, perché tu stessa mi dici che se mi incazzo con te, si fa male qualcuno. E tu non lo vuoi, vero ?  tu sei per la soddisfazione degli altri, vero?
magnifica e splendida puttana?
Incùlo a li peggio muorti di chitestramuorte ?

Ringraziando sin d’ora, porgo i più cordiali saluti.


[Diego Bollanini]
da "destinatario sconosciuto, lettere di un decosmato",   edizioni Falanga

venerdì 20 maggio 2016

ONLI FORTUNAIT



G-G Jam  party
                        Giuncarico 2016 

     25 giugnow
___________________

Rimpatriata, jammata,  grigliata e brandanidata:
  in sfrenato relax.


Alcuni piedi                  

 Stato attuale               Giuncarico (GR)


Interessanti popolazioni           
Proposte aderenti:


Brani all’ uopo
strumento
condivisioni
Voce / orecchio / batteria
8

Batteria  /  voce
9

Voce / stomaco /  polmoni
9

voce
1

Orecchio  /  stomaco /  polmoni
9

Orecchio  /  stomaco /  polmoni
10

Congas / Digeridoo
1
Orecchio
2

Meglio il 25 giugno

8
 aggiorna





Tranquilli: Lui ci sarà!                                                          





martedì 10 novembre 2015

ministero della Prepotenza: docenti senza stipendio da più di due mesi

_


C’è di buono
Migliaia di precari vengono assunti a tempo (e luogo) indeterminato: mettono fine ad una situazione insostenibilmente instabile diventando dei Titolari. E' la buona scuola 2015.
Finirà per loro la gavetta perpetrata, in alcuni casi, anche per svariati decenni.


Il fattaccio
E’ molto semplice:  Lo stipendio fatica a materializzarsi.
Al terzo mese di servizio, i neoassunti (vale anche per i supplenti) non hanno ancora percepito un centesimo. Non il becco di un quattrino per sostenere, oltre la propria famiglia, l’ emorragia di risorse causata dall’ improvviso e forzato trasferimento.

Il danno
L’ arte del precario sta nel crearsi supporti integrativi per sopravvivere. Esso difficilmente riuscirà a crearsi dei margini risparmiando un qualche surplùs. Deve però riuscire a procacciare la 20€ quotidiana in quei momenti in cui non c’è altro.
Ma i deportati devono ovviamente rinunciare ai metodi di sopravvivenza maturati giocando in casa, la cosa più legale che potranno fare sarà rivolgersi al parente affezionato (che andrà ricambiato ampiamente) o a qualche galantuomo che ti offre un vantaggioso 2x1: ogni stipendio prestato, me ne restituisci 2 (vantaggioso per lui).
Ma di sicuro occorrerà rientrare dai costi delle more, i riallacci delle utenze e i danni provocati dai ritardati pagamenti  che, se perpetrati da un privato cittadino, non sono assolutamente tollerati. Si parla di centinaia di euri.
A breve lo stipendio arriverà e con gli arretrati. Non avrà luogo la festa per i motivi appena esposti ma fra qualche mese ci si farà una risata, pensando a ..

La beffa
Una innocua clausola è che tale situazione non è monitorabile da nessuno sportello normalmente preposto. Si parla di “elaborazione” dei contratti che devono risultare “acquisiti”.
 ‘Ma checcazzo ti dovrai mai acquisire !?’ si chiede ora il docente provato.
 Da notare che 20’anni fa, con una mole di contratti ben
più massiccia, questa fase prendeva una settimana circa.
Sapere se il disagio è questione di giorni, settimane o mesi, limiterebbe certamente i danni e farebbe la differenza.
 Le risposte che il m.e.f. fornisce sono del tipo
                “siamo in ritardo, ma sa quanti come lei ..?”
                “ha ragione, chieda alla sua segreteria”
                “ controlli sul portale, anche se non compare”
                “Non si preoccupi, ci chiami anche tutti i giorni ..”
                “lei dovrebbe verificare in banca quotidianamente: quando vede il bonifico, è fatta!”

(risposte reali, riportate con testuali parole, fornite dai canali ufficiali del ministero)

giovedì 4 luglio 2013

Rock Undergraund a Sesto

Serata di Beneficenza

Carissimi RockFriends,poche parole per dire quanto è importante il vostro aiuto e quanto è indispensabile la vostra sensibilità.
Pochi giorni ancora e Sesto potrà definirsi patria del Rock attivo e solidale, il rigo musicale su cui scrivere note dure e concrete di partecipazione, il soffio urlato contro l’appiattimento della mente.
Siamo pronti a portare il nostro contributo per fermare il gioco che annulla la volontà e impoverisce le persone. Ogni luogo in cui si consuma il rito dell’azzardo ci deve trovare pronti a sostenere chi sbaglia e a contestare chi induce all’errore. Distribuiremo materiale informativo in ogni quartiere, un centro informativo sarà a disposizione di chiunque vorrà indicazioni precise su come intervenire su questo disagio.
È importante il vostro aiuto perché la sostenibilità dell’azione può contare solo sulle nostre forze umane ed economiche. Quindi prima di tutto occorre partecipare a questa prima serata ROCKSTOPSLOT, invitare tanti amici a partecipare perché solo così possiamo verificare la nostra forza.
“Se vuoi VINCERE, lascia PERDERE!”
A presto 


[Giorgio]

lunedì 20 maggio 2013

Nel Tuo Cuore Alberga L' Ammerda

agli umani.

Eroe di un cosmo altrimenti solo,
luce e buio nello stesso volo;
gioie, pene e pene ancora,
arbitrio e scotto in egual crogiuolo.

Tu che ami e che tripudi
rubi, doni, ci'hai fardelli.
tutti contro, lotti e sudi
e poi "siam tutti fratelli !".

Che di star sul crin t' illudi
o d' accoppiare i tuoi brandelli:
benvestito e gli altri nudi,
ti minacciano i cervelli.

Plagi pur se stai plagiato,
ora gladio ora strisciato
ma nel cuor da sempre alberga
'na colma vasca di van' ammerda

sabato 6 aprile 2013

GLI UOMINI SAGGI ...

Da "Lettera Aperta"


Ci sono notizie che non vorresti leggere. Oggi per esempio due in particolare: la prima riguarda ancora una volta i suicidi causati dalla crisi, la seconda i pre-ti lombardi che vanno a scuola di crisi.
La prima. Un triplice suicidio per mancanza di lavoro e la conseguente impossibilità ad affrontare la quoti-diana fatica di ogni giorno nel provvedere ai bisogni della famiglia, la vergogna a chiedere aiuto, la cecità di chi ti sta intorno, ma soprattutto l’incapacità di chi dovrebbe prevedere e provvedere al bene comune. Ormai sono più di cinque anni che ci troviamo in questa situazione, che l’economia anziché sostenere le famiglie le impoverisce, invece di tutelare i più de-boli arricchisce approfittatori e opportunisti. Anni in cui la politica, con i suoi complici e picciotti, rivela il vero volto dell’egoismo e dell’arrivismo, della bieca volontà di dominare le persone prevaricandone la fi-ducia.
È difficile ormai trovare anche le parole per offendere i “disonorevoli” che siedono in Parlamento, la casa degli italiani, inetti e insetti divoratori di privilegi e facilitatori di corruzione. E ancora c’è qualcuno che li difende e trova scuse insostenibili giustificate da un sospetto spirito di appartenenza. Lupi che difendono altri lupi, incompetenti che per grazia ricevuta si at-teggiano a esperti conoscitori
 del sistema politico so-ciale. I dati ci dicono che dal 2008 ad oggi i suicidi causati dalla crisi economica e lavorativa sono oltre 700, e le categorie più colpite sono, in ordine di de-cessi, i disoccupati, i lavoratori autonomi, i liberi pro-fessionisti e lavoratori dipendenti. Certo non è la classifica che conta, in questo caso arrivare primi non è certo un vanto e soprattutto non si vince nessun pre-mio, serve solo a decifrare il dato che, come i nostri “saggi” certamente stanno valutando, la pressione fiscale e la difficoltà dell’accesso al credito (causato dai delinquenti delle
banche) sono tra le cause princi-pali. Come si capisce anche da alcuni precedenti miei interventi ho un astio particolare nei confronti delle banche, dei banchieri e anche di alcuni bancari. Sono convinto che la causa principale dei nostri problemi siano proprio le banche e che nei loro confronti noi tutti dovremmo prendere seri provvedimenti e puni-zioni. Subito dopo arrivano i politici che si appropria-no di questa categoria senza averne alcun merito e diritto. A partire dal nuovo che avanza: Grillo che erroneamente viene ancora definito ex comico secon-do me è più comico adesso che ci allieta con l’imita-zione del piccolo dittatore. Dice che “la gente prende-rà i bastoni”, si lo spero ma saranno anche contro di lui e suoi alunni.
Allarmanti e preoccupanti, per la scarsa considerazio-ne della realtà, le dichiarazioni dei vari perdi tempo.
Bersani: “un dramma che lascia sgomenti, fuori dai riflettori c’è una vera emergenza sociale. È su questa emergenza che deve vedersi il primo segno di cam-biamento”. Emergenza? Sgomenti? Dopo cinque anni e 700 morti? Ma questo è proprio deficiente. E poi di quali riflettori parla, di quelli che stanno accesi solo per lui e i suoi complici.
E la nuova super donna presidente della camera Lau-ra Boldrini addolorata perché i coniugi suicidi non si sono rivolti ai servizi sociali come era stato loro indi-cato. Viene il dubbio che anche lei abbia finora usu-fruito di incarichi e benefici indipendenti dalle sue capacità. Si dice sconvolto anche Nichi Vendola che finalmente si accorge che “c’è una Italia del disagio e dolore che non aspetta, milioni di persone vivono oggi nell’angoscia e nella paura. Ma intanto continua-no a non fare ciò che dovrebbero e cioè ridare dignità e concretezza a un Paese disperato. Fa sorridere an-che l’ingenuo appello del vescovo di Ancona mons. Edoardo Menichelli: “bisogna offrire nuovi percorsi di speranza, attraverso due parole chiave: la sobrietà e la solidarietà”.
Qualcuno ricordi a monsignore che proprio la sobrie-tà è stata la parola d’ordine con cui Mario Monti ha costruito il suo “errore” di governo, il disastro dal quale ancora non siamo capaci di uscire.Attenzione però, perché la resa dei conti si sta avvici-nando pericolosamente. La gente aspetta solo che qualcuno trovi la forza di dare il via alle operazioni e il timore è che non si tratti di semplici calcoli mate-matici.
Occorre allora prevenire atti di violenza e di sopraf-fazione, occorre cercare da subito i rimedi per riav-viare il lavoro e risollevare l’economia. Basta tasse, basta aumenti, basta Equitalia, INPS, IVA e quant’altro. Basta aumenti ingiustificati di bollette e accise varie. I comuni e le province trovino la forza di bloccare sfratti e ingiunzioni, tutti con le maniche rimboccate proprio come accade in occasione dei terremoti e delle alluvioni. E soprattutto impedire che finanzieri rampanti e ragionieri mafiosi 

consumino i loro crimini..... (leggi tutto)
 _ [Giorgio Floridi] _

giovedì 4 aprile 2013

Saggi, Seggi e saggine.

La saggina: una materia prima assai popolare utilizzata, sin da tempi remoti, nella produzione artigianale delle segge. Segge preziose, ad esempio nel tinello, ove la comunità si realizza nella sua massima concretezza. L' equivalente maschile è, ovviamente il fatidico Seggio che rappresenta l' interfaccia dalla quale il Saggio o i Saggi del villaggio, diramano la loro legittima autorevolezza ed autorità. E' in tale contesto che l'on. Giuoanni Carbonchio, docente all' università di Villasesa, sottosegretario alle Politiche Vistali, nonchè isp.straord. dell' ateneo di filosofie dogmatiche e ricercatore presso il centro DDSR nel coordinamento del Min. dei Sut.Inv., ci concede un' esclusiva intervista, del 30 marzo, sulle recenti scelte del Pres. Napolitano e del suo ultimo retaggio di super esperti, tutti maschi, da Lui selezionati nella formazione della task nota come "dei Saggi".
Con elegante serenità ci porta squisitamente a riflettere sugli sviluppi e non-sviluppi che si prospettano invelandoci fallicamente.
Sui players in alto a destra, è ascoltabile (male) l' evento condotto dal Grillo (quello vero) con ospiti in studio, oltre a Giuoanni Carbonchio, il Faretraio ed il misterioso CamerMan.

lunedì 25 marzo 2013

Socc(i)mel! Ragazsi: l' Italia Ha dei Problemi.

Eccoci: ad un mese dalle elezioni stiamo facendo il "punto dell situazione" (?)
Ma il punto della situazione si dovrebbe fare a monte della campagna elettorale, quando questa è onesta, per proporre le proprie strategie in risposta delle priorità del Paese.
Per catturare l' attenzione, i soldi.
Dai risultati elettorali ad oggi l' apparato è già costato, al netto delle indennità dei deputati, 1.8 G€.
Tanto è costato, sinora, il sentir dire che non si riesce a governare ed il Paese "ha dei gravi problemi urgenti".
Di buono abbiamo i presidenti di camera e senato che, se presi insieme, vanno tenuti in considerazione per la prossima edizione di Fantastico, dato che sfondano il video.
Anche se è facile parlare (siamo qui per questo), è evidente che ci si aspetta che dei veri eroi nazionali, tutti quelli che, oltre al video, hanno sfondato uretra e testicoli e che, in campagna, sapevano tutto loro eccome fare, quelli che  "il cambiamento", quelli che "le riforme", quelli che i giovani, il lavoro, la nuova politica e anche quelli che "te lo do io il parlamento!", ora che devono render conto a chi li ha votati, sembra che abbiano per le mani qualcosa che sguscia come una bottiglia dell' olio chiusa male.
Il tempo che si sprecano addosso per bisticciare sulla quantità e qualità delle poltrone, vibra come come un atto di sovversione ed abuso, nei confronti del Cittadino.
E' palese la priorità prioritaria, non accessoria, è adeguare le regole alle capacità di chi dovrebbe governare.
A cominciare dalla legge elettorale. Secondo le regole attuali il Cittadino, anzichè eleggere come si fa per tutti i direttivi, vota: proprio come al "grande fratello".
Regole che escludono dalla cosa pubblica minoranze di pensiero sotto il 4% che rappresentano, sommate tra loro, più di 12 milioni di persone che si vanno ad aggiungere ai 20 milioni di astenuti ed ai 7 milioni di chi non può votare, gente che contribuisce a mantenere i mantenuti-bentenuti.
Tutto questo nel nome della facile governabilità.
Ma dai: quanti PDLlini vogliono che brunetta sia "capogruppo alla camera"?, al quale non basta essere mantenuto da tutti noi ma gli dobbiamo pure cambiare il televisore con uno più evoluto.
Pesa nell' aria sempre di più quell' acre sapore della sodomìa non voluta.
Il modello da seguire lo suggerisce la situazione stessa, le regole elettorali devono ispirarsi alle amministrative comunali e da lì evolversi e chi ora ostenta il suo bravo pacco elettorale, dovrebbe usarlo per far leva, innanzi tutto, su questo tema, anzichè per ricattini e rappresagline: non sai governare? mettiti nelle condizioni di farlo con una sana e costruttiva riflessione. Se non riesci hai mentito in campagna elettorale.
Riassumendo: Dai, DAi, DAI !!!

giovedì 7 marzo 2013

Grillo - Bersani

Finalmente facciaffaccia.
Inedito e primo vero confronto post-elettorale tra Grlillo e Bersani.
AgoFeis è riuscito per tutti a riunire nel privè di un noto bar di Sesto, i due boss degli ultimi spogli, per metterli l'uno al cospetto dell' altro e vedere cosa ne può sortire. L' atmosfera non è per niente tesa: Grillo sfoggia il suo elegante casual con comodo ed avvolgente foulard ben arravuogliato sul collo, subito tolto forse solo per metterci a nostro agiuo, sotto una dentatura tesamente serrata e pronta a sorridere; pugni chiusi energicamente, per ostacolare il normale afflusso del sangue alle falangette.
Bersani si distingue invece con la sua casuale eleganza, impegnato distrattamente nella produzione di una barchetta di carta, anche per mettere a proprio agiuo gli interlocutori presenti.
_ AgoF:  grazie ad entrambi per avermi onorato accettando l' invito. Iniziamo per ordine di voti ottenuti. Beppe, quale potrebbe essere la prima emergenza che Bersani potrebbe condividere col tuo movimento?
_ Grillo:  Io con quello non ci parlo. Ma non vedi che è uno zombie? quelli vogliono solo mangiarti il cervello.
_ Bersani:  Mo guardati tu. Che mi sembri un albero dopo la raccolta delle olive.
_ G:  Ma non hai capito che sei un morto? Oramai la gente ha capito tutto; sei solo un povero demente.
_ B:  mo chi lo dice sa di esserlo!
A queste parole, con uno scatto fulmineo, Grillo strappa letteralmente di mano a Bersani la sua barchetta, dividendola in più pezzi che poi si getta alle spalle.
_ Bersani, ormai fuori di sè, esplode:  Non mi hai fatto niente, faccia di serpente. E non mi hai fatto neanche male: mo faccia di maiale!
_ G:  ah! ah! intanto non hai più la barchetta: pelato.
_ B:  e chissenefrega!? tanto non ci volevo mica giocare. Anzi, l'avevo fatta per voi: così impari. òh!
_ G:  A, è così? e io ti sputo!
Lo fa.
_ B:  Ha! ha! mi hai mancato. Non ci'hai neanche la mira, non ci'hai..
_ G:  non è vero: qualche goccia t'è arrivata.
_ B:  mo io non ho sentito niente. Ci'ho mica la barba come te, io, che sente tutto!
_ G:  specchio - riflesso
_ B:  mo ciccabùmma!!
E' a questo punto che Grillo, animato forse da qualcosa che lo ha infastidito, abbandona il privè, con gran classe ma senza salutare e, con passo affrettato, nel suo elegante casual ed il foulard avvolgente che tradiscono malcelato nervosismo, scompare dentro una densa nuvola di fumo bianco, materializzatasi dal nulla.
_ AF:  grazie
_ B:  prego
_ AF:  buonasera
_ B:  buonasera

mercoledì 27 febbraio 2013

C'è puzza di Scarica Barile .

Ha vinto un sacco di gente che dice che non ha vinto nessuno.
La generosità di chi vi ha votato vi manterrà nel lusso, probabilmente fino a quando campate ma non dimentichiamo che
Grandi Stipendi Comportano Grandi Resposabilità.
Parliamone!
Bersani non è l' unico a dover rendere conto: è arrivato primo ma, senza aver vinto, sarà dura. L' esordio non è certo stato dei migliori se, per un suo primo discorso, si è dovuto attendere l' intervento di Crozza. Lui di persona ci'ha provato ma quei maledetti occhiali sembravano complottare, con quegli irriverenti microfoni ribelli, per non fargli dire neanche il solito niente. Riuscendoci.
Una lezione per tutto il mondo, però, l' aver ottenuto con disinvoltura ciò che chiunque riteneva impossibile, un risultato inimmaginabile neanche lontanamente prima del suo palesarsi sotto gli occhi allibiti di ogninnoi: perdere queste elezioni.
Ma le responsabilità che ora gli competotno lo costringerebbero a doversi impegnare finalmente nella politica giuocata. Come gli Antichi: rappresentare, tutelare, mediare.
Il Nano dovrebbe invece risarcire l' IMU almeno a tutti quelli che lo hanno votato. La baggianata che lo avrebbe fatto da presidente del consiglio non sarebbe mai stata in piedi neanche con due etti di Biagra: è entrato in campagna rifiutando a priori tale carica dalla quale, tra l'altro, si era appena dimesso palesandone l' incompatibilità con la sua testa irrimediabilmente di minchia. Ora però tradirà di-prima la fiducia del suo elettorato costituito oramài da amnesici, ingenui ed analfabeti (tutti rispettabilissimi) ma anche da leccaculi e delinquenti (irrispettabilissimi) che insieme caratterizzano quasi un terzo di quegli italiani che si son presi la briga di mettersi calzini puliti per recarsi a votare.
Avrà la responsabilità di non far correre sangue in una Lombardìa popolata da leghisti cetriolati dallo stesso Maroni, con una lista personale grande il doppio del Catorcio di Pontida ma più piccola del PDL, quando le addizionali regionali si moltiplicheranno esponenzialmente a causa del progetto "75% di tasse al nord" ma, soprattutto, quando i Sestesi che, prima di sentirsi Italiani si sentono Lombardi, si recheranno sotto casa di Bòob per indurlo a ragionare in merito alla sua super-regione del cazzo e spiegargli che è chiamato a governare un territorio, non certo a cancellarlo dalle mappe.
Ma forse il peso più grave lo deve portare Grillo, perchè Grillo sono tanti e sono incazzati. Incazzati però non deve escludere umili, ovviamente nella giusta misura ed il Movimento, per avere un senso, deve crescere: lentamente quanto vuole ma deve crescere e scongiurare il pericoloso effetto fuoco-di-paglia che quasi tutti gli altri gli auspicano. Per crescere con umiltà dovrà saper spremere quello che di buono ci può essere anche da dove non te lo aspetti e, del resto, questa dovrebbe essere buona pratica anche per tutti gli altri e per tutta la Politica Giuocata, stando alla base dell' agoniato Cambiamento e della mediazione tra tutte le parti.
Roba da prfessionisti! Basterebbe prendere coscienza che la campagna elettorale è, per il momento, terminata: occorre scavalcare il centrocampo e fare un gol dietro l' altro: patriotta come Garibaldi, non imperialista come Fidel.
In ultimo le responsabilità dei Bastonati. Di Pietro rantola nelle sue dimissioni, sfoderando un modo certamente elegante (le dimissioni sono sempre un gesto elegante) di riconoscere errori di propaganda e di scelte puramente tattiche svelatesi nel valore di un due di spade con briscol'a coppe. Dovrà comunque rimanere solidale al popolo che ha lavorato al movimento che lui ha ideato e fondato; popolo che vuole continuare la sua azione di bonifica e controllo e che vuole ricominciare da 0.7 per tagliare i viveri al malaffare e contribuire gigantemente al progetto di sostenibilità economica, etica, politica ed ambientale che accomuna tante forze e parti sociali.
E Nicola? La responsabilità di non farsi digerire.
Vendola: non sparire.
Rappresenta raro esempio, nello scenario, di quell' equilibrio tra cultura, intelligenza, creatività e linguaggio che gli Italiani non vogliono certo perdere di vista. A lui il compito arduo di timonare lontano il piuppossibbile dai casini che si celano di là. Certamente il traino più importante nel tiro alla fune per evitare iceberg e monti sommersi. Non poco, non poco. Toccherà ricominciare da 2?
Sarà una passeggiata: tutto può succedere.

martedì 15 gennaio 2013

Voglio vivere in campagna


Immensi faccioni (sempre gli stessi e tutti dicazzo) svolazzano sugli schermi, ormai troppo piatti, o sbocciano sui manifesti, i più grandi possibile, per decorare gli squarci più ambìti delle nostre città. Prorompe la fioritura delle parole, parole abusate impunemente e smitragliate accazzo, proprio come quei faccioni sui muri.
Parole dall' effetto stupefacente: ..lavoro, pil, uèlfar, i giovani, le donne, menotasse, riforme e viacacando gratuitamente.
Eppoi le alleanze, vitali rifugi antisbarramento, o dall' acre sapore di associazione a delinquere.
Il tono è il medesimo, ormai da decenni e ci fa piangere il vuoto intellettuale lasciato dai vari Berlinguer e Almirante; da anni la stessa strategìa, quella di chi non ha argomenti o non li vuole esporre: "vota me, perchè l'altro è cattivo!"..pifferaio, stampella, comunista, ci'ha le case ..
Eppure funziona. Solo col popolo-pollo, ma se è sempre solo l' immagine a vincere, non si tratta certo di una minoranza etnica (al netto degli astenuti): che voti per tifoseria e che ci caschi ancora nonostante tutto, è preferibile l' allevamento a terra.
I programmi elettorali, o agende che dirsivoglia, riciclati da decenni e che ormai sanno di tappo. Argomenti sacrosanti: crescita, equità, riforma elettorale.. risciacquati anche da chi magari ha governato sinora, snobbando spudoratamente ed impunemente ogni tema che poteva risultare di pubblico interesse e, con la genialità di un ciuccio che traina il carretto di un cocchio divertito, li propone ora come cavallo di battaglia nella sua personale campagna elettorale.
Per tutti gli altri sia ben chiaro che l' importante è esprimersi e fondamentale farlo nell' interesse della collettività più prossima; basta poco: il candidato, nella forma e nei contenuti, dovrà dimostrare di essere 
Controllabile
Il punto di partenza è non credere a nessuno ma scegliere, piuttosto, chi convinca nelle modalità in cui esso potrà essere verificato e controllato, nel suo gruppo e nel suo operato.
Pratico
Il candidato si deve esprimere chiaramente, tramite dettagli e frasi a senso compiuto e non con minchiate lasciate a metà per dare l' impressione che ci sia un senso profondo e che tu non afferri; giusto perchè siam mica qui a lessare le lenticchie della tombola!
Sincero
Ogni cambiamento proposto deve convincere sia nella sua utilità che nella sua attuabilità, soprattutto economica: ovvero "dove prendo i soldi per realizzare un determinato beneficio" e non "per un qualche futuro beneficio, intanto prendo i soldi".
Creativo
Decisivo è che ci sia qualche proposta di cambiamento.

Queste potrebbero essere le premesse di una patriottica e costruttiva candidatura; dal canto nostro teniamo sempre presente che il frutto del voto non deve essere necessariamente una presidenza del consiglio ma trova il suo valore più alto nel riporre la nostra voce in quel coro che, secondo noi, sia in grado di mediare nell' interesse nostro e della nostra Nazione, immediato e a lungo termine.
Attenzione: può indurre sonnolenza, se il sintomo persiste consultare il medico, votare lontano dai pasti.

giovedì 10 gennaio 2013

Chiù pilo pe' tutti !!

Legalizzerò il lavoro nero.
L' esilarante Silvio non ha ancora ripromesso che sconfiggerà il cancro ma dal cilindro spruzza un' altra cosa che si può legalizzare senza intaccare minimamente gli interessi della malavita, anzi..
Il sommerso comincia a diventare rischioso ed un Tribunale del Lavoro può veramente causare noie: è pur sempre un tribunale e poi è Comunista.
Allora basterà votare uno che si impegna ad eliminare tutti i costi che un' assunzione può comportare, per dare un pizzicotto ad una disoccupazione che sta assumendo (a sua volta) proporzioni da flagello biblico. Bello ma..
Ovviamente occorre stringere il campo, per rendere credibile una simile scrotata; ci si limiterebbe quindi ai primi cinque anni dei nuovi contratti che vedrebbero la luce.
Le vie del lavoro precario sono infinite!
Forti infatti delle scellerate recenti manomissioni alla Costituzione ed alla legislatura del Lavoro, non c'è più niente che impedisca, al donatore di impiego di turno, di licenziare il lavoratore in offerta speciale alla scadenza della promozione, per aderire a nuovi saldi di stagione. Senza dubbio si andrebbe ad incentivare quella pratica, già ampiamente sperimentata nella medio/grande azienda che tende a sostituire i vecchi contratti con dei nuovi, molto "più agili", licenziando i lavoratori più datati.
 Ma non basta: cinque anni di lavoro stabile sarebbero pure un manna.
Purtroppo occorre stringere ulteriormente il campo e la promozione verrebbe rivolta solo alle assunzioni dei giovani lavoratori. Un po' perchè la parola "giovani", in campagna elettorale ci stà sempre bene ma soprattutto perchè, dovendo scegliere, è preferibile legalizzare il lavoro nero (azione testualmente così definita dall' inventore-nano) a chi è più a rischio di vertenza sindacale, perchè meno ricattabile, piuttosto che ai più grandicelli che, magari avendo già famiglia, sono senz' altro più mansueti.
E' stato subito stimato che l' ideòna costerebbe allo Stato almeno 3 G€/anno.
Malafede o ciucciarìa che sia, come esplosivo asso, più che dalla manica sembra provenire dall' intestino.
Non sarebbe altrettanto eclatante distribuire 'sti 3 miliardi per far costare un po' meno tutte le assunzioni in genere? Il costo dell' operazione potrebbe pure rientrare, se dovesse così aumentare il numero totale dei lavoratori. E se alla riduzione del costo venisse addirittura anche sbandierata una riduzione dell' orario di lavoro, le Pubbliche Casse rischierebbero addirittura di guadagnarci grandamente.
Ma ci costerebbe il sacrificio della disoccupazione, uno dei settori più sviluppati e pilastro portante della nostra economia.
"Quella disoccupazione ci serve!..". Chissà come potrebbe essere un mondo senza la disoccupazione. Il lavoratore che tratta i termini di un contratto col datore? Follìa ..
.. Imbarazzante comunismo ..
.. Fantasìe di campagna ..

martedì 8 gennaio 2013

Voto, ergo sum !

La tutela dell' Elettore.
Quando un elettore ti vota non deve essere solo perchè ti vuole bene ma anche perchè da te vuole essere rappresentato.
L' elusione di tale principio è anche una delle cause profonde del crescente astensionismo.
L' emergenza è restituire dignità alle poltrone del potere, trasformate da tempo in inutili e letali scorreggiatoi fini a se stessi; perchè dare per scontato che anche un solo cittadino si senta tradito dal sistema, è semplicemente mostruoso.
Se per scendere (scendere) in campo basta avere il privilegio di poter apparire in modo epidemico e col faccione sui muri, ciò che più manca, come in ogni ambito, è il controllo: anche il controllo di ogni istituzione e del suo operato.
Controllo non promesso negli spot ma seriamente esercitato da una corte ovviamente autonoma e controllata a sua volta.
Una commissione che certifichi e garantisca il voto di ogni parlamentare, mai più segreto; un istituto vigilante sull' effettivo rispetto dell' elettore che ha scelto il singolo deputato e del suo diritto di essere da esso rappresentato.
Per fare questo, ogni lista o partito politico deve depositare il suo statuto completo di linee ideologiche e programmatiche, in un atto costituente inderogabile per tutta la durata di una legislatura o modificabile in itinere solo dietro interrogazione popolare (tipo le primarie) e che dia forma chiaramente alla parte civile che vuole rappresentare.
Ciò dovrebbe certificare la posizione di ogni amministratore e la rappresentatività nei confronti del suo elettore, su ogni decisione presa, voto che non sarà più espresso accazzo ma fedele ad un codice ideologico dichiarato, a suo tempo, in campagna elettorale, e depositato ufficialmente da ogni partito.
Tale commissione avrà facoltà di esaminare, a richiesta, le motivazioni di ogni voto e l' attinenza di esso allo statuto della lista che occupa un qualsiasi seggio.
E' meno complicato di quello che sembra e, del resto, anche se costruire un buon ingranaggio non è mica semplice, questi dovrà poi girare in maniera impeccabilmente rotonda garantendo il buon funzionamento del meccanismo, in modo affidabile e senza altri pensieri.
Quando ogni deputato o consigliere o senatore o assessore risponderà con la responsabilità di ogni suo atto, il faccione di turno che cercherà maggioranza non sarà più obbligato ad andare al mercato per acquistare 90 kili di scilipoti ma potrà mediare politicamente (strano, e?) sui reali interessi delle parti civili e la priorità cadrà sulle emergenze reali in maniera automatica. Corruttori ed intimidatori che avanzeranno pretese, verranno liquidati con un timido "mi dispiace ma sono controllato".
Si auspica che accorgimenti di questo genere, associati a drastiche riduzioni delle indennità, possano contribuire seriamente a bonificare la politica, allontanando progressivamente i mangiammerda dalla funzione pubblica e restituendo la legittima sovranità al cittadino il quale forse un giorno potrà dire: "Mi dispiace ma io sono un cittadino e voi non siete un cazzo !".
Costituzionale, no?

giovedì 20 dicembre 2012

PENTITEVI !!!

Ed eccoci alla resa dei conti.
Il sesto giorno del riposo è alle porte: laviamoci la coscienza con un veloce pentimento e affrontiamo la tanto attesa fine della civiltà umana a testa alta e colmi di fiducia.
Con l' attenzione sempre tesa all' estremo càndàun, ecco alcuni pratici consigli:
Naturalmente non pagare nessun debito prima del 22 dicembre e non fare prestiti ad alcuno prima di tale data.
Astenersi dall' acquistare prodotti facilmente deperibili, come il pesce, perchè risulta più facile che vadano a male velocemente, dopo essere stati esposti a calore intenso o varie forme di radiazione.
Bene sott' acqua.
Non cedere alla tentazione di prestare le cose e non fare il pieno all' auto.
Ma è possibile salvarsi? per non farci sorprendere, esaminiamo le varie eventualità.

Tsùnami planetario.
Procuratevi subito delle camere d' aria, meglio dei canotti, gonfiateli e teneteli a portata di mano: sul divano, in cucina, vicino al letto, in macchina ..
Gonfiateli con cura perchè quell' aria potrà essere preziosa se vi trovate in balìa di sconquassanti flutti che non accennano a cessare.
Nel marsupio metteteci l' essenziale: una garza, un cortellino, del pane azzimo, della carne secca, il malox, Ago, filo di nàilon e qualche amo dato che, se ce la farete, per un po' mangerete pesce che potrete pulire col cortellino.
Ricordatevi che, il più delle volte, lo tsùnami colpisce per prima la costa e chi abita vicino al mare, ne tenga conto.

Meteorite gigante, planetario.
Gli scienziati ascludono una prossima collisione con un corpo celeste in grado di agire su tutto il pianeta in modo deleterio. Ma le simulazioni effettuate non bastano ad esaminare tutte le possibili interazioni tra tutti i corpi alla deriva nello spazio e il complesso sistema delle forze di gravità della Terra e della situazione.
Una collisione con un asteroide di tremila metri di diametro, sarebbe in grado di fondere l' inrtera crosta terrestre, trasformandola in lava sino al centro del globo.
Niente: saremmo tutti fottuti e nel marsupio ci metterete alcol ed ogni tipo di droga.
E il malox.

Megacontaminazione globale, planetaria.
Il marsupio come per lo tsunami ma con l' accendino, una saponetta ed una borraccia piena (devessere un buon marsupio).
Cercate rifugio sottoterra, prediligendo le zone urbane o tropicali.
Più andrete in profondità e più sarete
al sicuro. Percùi potrebbe essere utile un comodo piccone portatile.
Preparatevi ad una paziente attesa in caso di contaminazione chimica o batteriologica e lunghissima in caso di contaminazione radioattiva o glaciazione (contaminazione da ghiaccio).

Invasione aliena planetaria.
Armiamoci sino ai denti e rifugiamoci in cantina con cibarie e il marsupio della megacontaminazione.
Lì, attenderemo di capire le intenzioni di questi signori venuti dallo spazio. Se esse ci appariranno pacifiche e solidali, ci sentiremo comunque una merda perchè ci faranno senz'altro pesare la loro superiorità tecnologica. Nel marsupio metteremo quindi anche degli antidepressivi e le chiavi della macchina: per l' autostima.
E poi non ve la ciulano.
Se invece le intenzioni riguardano il nostro annientamento anche fisico, prepariamoci ad un furioso sterminio perpetrato con armi termiche, chimico-genetiche e, sicuramente, missili a ricerca psichica aizzati da blindonavi pressocchè invulnerabili.
La cosa migliore da fare è rifugiarsi occultatamente, senza farsi localizzare e fondare una civiltà clandestina che vive e si sviluppa ben celata in tutti quei segreti meandri sotterranei che riuscirete a procurarvi.

Non succede un cazzo.
Tanti sono anche i sostenitori di questa tesi. Questi si scontreranno però con tutti gli eraquellisti che cercheranno di attribuire a certi eventi il destinatario della profezìa.
Preparate sapientemente il pesce se lo avete acquistato o pescato, iniziate a pagare i debiti e, se vi và, prestate pure le cose. Fate subito il pieno all' auto: tutta la popolazione mondiale  tirerà un sereno sospiro di sollievo, quindi al più presto aumenterà il costo dei carburanti
Ricordiamoci inoltre di conservare il nostro bel marsupio in un panno morbido e benriporlo, pronto all' utilizzo ne...
La Prossima Occasione.

giovedì 29 novembre 2012

ILVA(so) che trabocca

E anche la Natura ci mette il becco: incombe facendo notare l' innegabilità della sua presenza.
Con una sin troppo cinica tromba d' aria sferzata sull' area più problematica del momento, Gaia ci fa capire cosa significa "sostenibile", anche se con assurdi sacrifici umani ed ambientali.
Gli elementi hanno carta bianca sul territorio, preparato o impreparato che sia e la Comunità Umana ha il preciso dovere di insediarsi sempre in maniera assolutamente compatibile e sostenibile, senza conseguenze per niente e per nessuno, qualora le gambe dovessero finire all' aria.
Nuova era? nuovi temi? problematiche moderne?
'Sto grappolo-genitale!!
Già negli anni '70, del secolo scorso, quando le giornate di Sesto San Giovanni venivano scandite dal suono della sirena delle acciaierie
e quando il più autorevole rivendicatore delle politiche eco-sostenibili era Adriano Celentano,
già allora gruppi come Falk, Breda, Pirelli, Marelli, Eccetera investivano decine di miliardi di calde £ire nell' ammodernamento degli impianti e con l' installazione di immani sistemi depurativi, di sicurezza e di smaltimento, oggi reperti archeologici  ma rivoluzionari per l' epoca e considerati un passo indispensabile al sano decorso dell' attività. Era un Paese che produceva e voleva (ingenuo) continuare a farlo.
Si guardava mezzo secolo avanti oppure è adesso che stiamo cent'anni indietro!?
E se il problema vero fosse la posizione geografica?
Bhè, forse è troppo comodo, se non ridicolo, puntare il ditino addosso a Vendola, presidente della regione interessata da ben due legislature non sufficienti, però, a risalire tutta la tempesta.
Così com'è pure impossibile negare che il Sud dell' Italia sia uno di quei sud, più sud di tutti gli altri.
Là dove lo Stato è un fantasma che ogni tanto appare, nella terra dove regnano calore, luce, mare, amore e carboidrati, nel luogo in cui collettività è una fornitura di cravatte,
in cotanto paradiso, il grande assente è sempre stato il comune senso del Popolo-Squadra, una comunità mobilitata a se stessa a tutto vantaggio dell' individuo; sentimento che vive in quei posti dove ci si vanta di pagare le tasse anzichè vergognarsene credendosi meno furbi; in quei luoghi dove un contributo, verso gli altri e verso l' ambiente, non è considerato energìa buttata ma un serio investimento.
Dove ogni dirigente non dorme la notte per pensare all' efficienza e non al maggior fottimento col minimo spostamento.
La rivoluzione in una politica che sarà nuova perchè esigerà un Popolo Nuovo.
Basterebbe controllare: nuovo film, nuova scenografia, nuovi attori, nuovi autori.

Piove: Governo Acqua!

giovedì 8 novembre 2012

Governatore? No, grazie.

[di S.W.Arillotta]

Non abbiamo bisogno di un “Governatore” ma di un Presidente di Regione. In questi giorni di silenzio ragionato pre-primarie o non, giochiamo all’identikit del possibile vincente in Regione Lombardia riflettendo con la testa degli elettori.
Scontata la forte astensione che ci si attende, un cenno ai partiti della maggioranza uscente.
Il Pdl è scosso da tremori scissionisti, Formigoni nega la r
ealtà e fa maglioni, Berlusconi candida Maroni. Delusione tra l’elettorato libero del Centro Destra che non individua alcuna proposta alternativa nelle file dei moderati destrorsi.
Il Centro sinistra sorpreso dall’inatteso crollo verticale del “celeste”, non ha un candidato unitario condiviso, non ha un programma condiviso e nemmeno ne parla.
C’è poi chi a sinistra ha paura a candidarsi per doversi poi confrontare con la famigerata “macchina da guerra formigoniana”, i potenti burocrati regionali, gli equilibri stabiliti con un manuale Cencelli ciellino, la rete di vasto potere organizzata dal “Governatore”.
Ma finita l’epoca del sedicente “Governatore” (di nome e di fatto per la verità), è ora di pensare al prossimo Presidente della Regione.
Bisogna partire da qui, bisogna ricordare che di governatori non abbiamo bisogno.
Il modello del “Governatorato” ha recato più danni che benefici, un modello di governo che anestetizza finanche le opposizione e prevede una prassi da Giano bifronte, in aula accondiscendente e super legalista e finanche riformista, tra le quinte “inciuciante” per concedere L'argent de poche ai dissidenti silenziosi.
Bisogna sgombrare il campo dalle macerie.
Serve un Presidente di Regione, un politico con la P maiuscola che sappia gestire una buona squadra di politici esperti delle diverse aree tematiche, quella della Sanità in modo particolare. L’elettorato lombardo, si aspetta oggi un segno di discontinuità per poter andare a votare. Tagliare con le pratiche del passato, vere prospettive di cambiamento.
Non serve rincorrere l’elettorato, le dinamiche sono cambiate e comunque si sbaglierebbe.
Si sbaglierebbe se si scegliesse il candidato della società “civile”, si sbaglierebbe scegliendo il cattolico si sinistra, scelte dimostratesi nel passato foriere di sconfitta. Ricordiamoci di Martinazzoli, Sarfatti, Ferrante. Non perseverare sarebbe meno diabolico.
L’elettorato vorrebbe fare tabula rasa della classe politica, vorrebbe commissariarla.
Serve quindi un Presidente coordinatore un selezionatore politico, come accade per le nazionali di calcio che si differenziano dagli allenatori. Un politico che si faccia garante dei nomi della sua giunta, meglio se individuati prima delle elezioni.