giovedì 20 dicembre 2012

PENTITEVI !!!

Ed eccoci alla resa dei conti.
Il sesto giorno del riposo è alle porte: laviamoci la coscienza con un veloce pentimento e affrontiamo la tanto attesa fine della civiltà umana a testa alta e colmi di fiducia.
Con l' attenzione sempre tesa all' estremo càndàun, ecco alcuni pratici consigli:
Naturalmente non pagare nessun debito prima del 22 dicembre e non fare prestiti ad alcuno prima di tale data.
Astenersi dall' acquistare prodotti facilmente deperibili, come il pesce, perchè risulta più facile che vadano a male velocemente, dopo essere stati esposti a calore intenso o varie forme di radiazione.
Bene sott' acqua.
Non cedere alla tentazione di prestare le cose e non fare il pieno all' auto.
Ma è possibile salvarsi? per non farci sorprendere, esaminiamo le varie eventualità.

Tsùnami planetario.
Procuratevi subito delle camere d' aria, meglio dei canotti, gonfiateli e teneteli a portata di mano: sul divano, in cucina, vicino al letto, in macchina ..
Gonfiateli con cura perchè quell' aria potrà essere preziosa se vi trovate in balìa di sconquassanti flutti che non accennano a cessare.
Nel marsupio metteteci l' essenziale: una garza, un cortellino, del pane azzimo, della carne secca, il malox, Ago, filo di nàilon e qualche amo dato che, se ce la farete, per un po' mangerete pesce che potrete pulire col cortellino.
Ricordatevi che, il più delle volte, lo tsùnami colpisce per prima la costa e chi abita vicino al mare, ne tenga conto.

Meteorite gigante, planetario.
Gli scienziati ascludono una prossima collisione con un corpo celeste in grado di agire su tutto il pianeta in modo deleterio. Ma le simulazioni effettuate non bastano ad esaminare tutte le possibili interazioni tra tutti i corpi alla deriva nello spazio e il complesso sistema delle forze di gravità della Terra e della situazione.
Una collisione con un asteroide di tremila metri di diametro, sarebbe in grado di fondere l' inrtera crosta terrestre, trasformandola in lava sino al centro del globo.
Niente: saremmo tutti fottuti e nel marsupio ci metterete alcol ed ogni tipo di droga.
E il malox.

Megacontaminazione globale, planetaria.
Il marsupio come per lo tsunami ma con l' accendino, una saponetta ed una borraccia piena (devessere un buon marsupio).
Cercate rifugio sottoterra, prediligendo le zone urbane o tropicali.
Più andrete in profondità e più sarete
al sicuro. Percùi potrebbe essere utile un comodo piccone portatile.
Preparatevi ad una paziente attesa in caso di contaminazione chimica o batteriologica e lunghissima in caso di contaminazione radioattiva o glaciazione (contaminazione da ghiaccio).

Invasione aliena planetaria.
Armiamoci sino ai denti e rifugiamoci in cantina con cibarie e il marsupio della megacontaminazione.
Lì, attenderemo di capire le intenzioni di questi signori venuti dallo spazio. Se esse ci appariranno pacifiche e solidali, ci sentiremo comunque una merda perchè ci faranno senz'altro pesare la loro superiorità tecnologica. Nel marsupio metteremo quindi anche degli antidepressivi e le chiavi della macchina: per l' autostima.
E poi non ve la ciulano.
Se invece le intenzioni riguardano il nostro annientamento anche fisico, prepariamoci ad un furioso sterminio perpetrato con armi termiche, chimico-genetiche e, sicuramente, missili a ricerca psichica aizzati da blindonavi pressocchè invulnerabili.
La cosa migliore da fare è rifugiarsi occultatamente, senza farsi localizzare e fondare una civiltà clandestina che vive e si sviluppa ben celata in tutti quei segreti meandri sotterranei che riuscirete a procurarvi.

Non succede un cazzo.
Tanti sono anche i sostenitori di questa tesi. Questi si scontreranno però con tutti gli eraquellisti che cercheranno di attribuire a certi eventi il destinatario della profezìa.
Preparate sapientemente il pesce se lo avete acquistato o pescato, iniziate a pagare i debiti e, se vi và, prestate pure le cose. Fate subito il pieno all' auto: tutta la popolazione mondiale  tirerà un sereno sospiro di sollievo, quindi al più presto aumenterà il costo dei carburanti
Ricordiamoci inoltre di conservare il nostro bel marsupio in un panno morbido e benriporlo, pronto all' utilizzo ne...
La Prossima Occasione.

giovedì 29 novembre 2012

ILVA(so) che trabocca

E anche la Natura ci mette il becco: incombe facendo notare l' innegabilità della sua presenza.
Con una sin troppo cinica tromba d' aria sferzata sull' area più problematica del momento, Gaia ci fa capire cosa significa "sostenibile", anche se con assurdi sacrifici umani ed ambientali.
Gli elementi hanno carta bianca sul territorio, preparato o impreparato che sia e la Comunità Umana ha il preciso dovere di insediarsi sempre in maniera assolutamente compatibile e sostenibile, senza conseguenze per niente e per nessuno, qualora le gambe dovessero finire all' aria.
Nuova era? nuovi temi? problematiche moderne?
'Sto grappolo-genitale!!
Già negli anni '70, del secolo scorso, quando le giornate di Sesto San Giovanni venivano scandite dal suono della sirena delle acciaierie
e quando il più autorevole rivendicatore delle politiche eco-sostenibili era Adriano Celentano,
già allora gruppi come Falk, Breda, Pirelli, Marelli, Eccetera investivano decine di miliardi di calde £ire nell' ammodernamento degli impianti e con l' installazione di immani sistemi depurativi, di sicurezza e di smaltimento, oggi reperti archeologici  ma rivoluzionari per l' epoca e considerati un passo indispensabile al sano decorso dell' attività. Era un Paese che produceva e voleva (ingenuo) continuare a farlo.
Si guardava mezzo secolo avanti oppure è adesso che stiamo cent'anni indietro!?
E se il problema vero fosse la posizione geografica?
Bhè, forse è troppo comodo, se non ridicolo, puntare il ditino addosso a Vendola, presidente della regione interessata da ben due legislature non sufficienti, però, a risalire tutta la tempesta.
Così com'è pure impossibile negare che il Sud dell' Italia sia uno di quei sud, più sud di tutti gli altri.
Là dove lo Stato è un fantasma che ogni tanto appare, nella terra dove regnano calore, luce, mare, amore e carboidrati, nel luogo in cui collettività è una fornitura di cravatte,
in cotanto paradiso, il grande assente è sempre stato il comune senso del Popolo-Squadra, una comunità mobilitata a se stessa a tutto vantaggio dell' individuo; sentimento che vive in quei posti dove ci si vanta di pagare le tasse anzichè vergognarsene credendosi meno furbi; in quei luoghi dove un contributo, verso gli altri e verso l' ambiente, non è considerato energìa buttata ma un serio investimento.
Dove ogni dirigente non dorme la notte per pensare all' efficienza e non al maggior fottimento col minimo spostamento.
La rivoluzione in una politica che sarà nuova perchè esigerà un Popolo Nuovo.
Basterebbe controllare: nuovo film, nuova scenografia, nuovi attori, nuovi autori.

Piove: Governo Acqua!

giovedì 8 novembre 2012

Governatore? No, grazie.

[di S.W.Arillotta]

Non abbiamo bisogno di un “Governatore” ma di un Presidente di Regione. In questi giorni di silenzio ragionato pre-primarie o non, giochiamo all’identikit del possibile vincente in Regione Lombardia riflettendo con la testa degli elettori.
Scontata la forte astensione che ci si attende, un cenno ai partiti della maggioranza uscente.
Il Pdl è scosso da tremori scissionisti, Formigoni nega la r
ealtà e fa maglioni, Berlusconi candida Maroni. Delusione tra l’elettorato libero del Centro Destra che non individua alcuna proposta alternativa nelle file dei moderati destrorsi.
Il Centro sinistra sorpreso dall’inatteso crollo verticale del “celeste”, non ha un candidato unitario condiviso, non ha un programma condiviso e nemmeno ne parla.
C’è poi chi a sinistra ha paura a candidarsi per doversi poi confrontare con la famigerata “macchina da guerra formigoniana”, i potenti burocrati regionali, gli equilibri stabiliti con un manuale Cencelli ciellino, la rete di vasto potere organizzata dal “Governatore”.
Ma finita l’epoca del sedicente “Governatore” (di nome e di fatto per la verità), è ora di pensare al prossimo Presidente della Regione.
Bisogna partire da qui, bisogna ricordare che di governatori non abbiamo bisogno.
Il modello del “Governatorato” ha recato più danni che benefici, un modello di governo che anestetizza finanche le opposizione e prevede una prassi da Giano bifronte, in aula accondiscendente e super legalista e finanche riformista, tra le quinte “inciuciante” per concedere L'argent de poche ai dissidenti silenziosi.
Bisogna sgombrare il campo dalle macerie.
Serve un Presidente di Regione, un politico con la P maiuscola che sappia gestire una buona squadra di politici esperti delle diverse aree tematiche, quella della Sanità in modo particolare. L’elettorato lombardo, si aspetta oggi un segno di discontinuità per poter andare a votare. Tagliare con le pratiche del passato, vere prospettive di cambiamento.
Non serve rincorrere l’elettorato, le dinamiche sono cambiate e comunque si sbaglierebbe.
Si sbaglierebbe se si scegliesse il candidato della società “civile”, si sbaglierebbe scegliendo il cattolico si sinistra, scelte dimostratesi nel passato foriere di sconfitta. Ricordiamoci di Martinazzoli, Sarfatti, Ferrante. Non perseverare sarebbe meno diabolico.
L’elettorato vorrebbe fare tabula rasa della classe politica, vorrebbe commissariarla.
Serve quindi un Presidente coordinatore un selezionatore politico, come accade per le nazionali di calcio che si differenziano dagli allenatori. Un politico che si faccia garante dei nomi della sua giunta, meglio se individuati prima delle elezioni.